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Praga è la culla dell'ibrido
Nere e altissime chiese austere fiancheggiano bassi finestroni di piccoli locali sotterranei che emanano fiumi di jazz e odore di goulash. La macabra Porta delle Polveri guarda la distesa di volte art nouveau della Casa Civica, che guarda la disciplina architettonica della Banca Nazionale Ceca. Case neo-gotiche e ville cubiste; case neo-rinascimentali e ville barocche; case danzanti.Praga è viva; respira lo stupore dei sempre più numerosi turisti. Praga è moderna, ma trascina con sé i suoi ricordi, per rinfacciarli a quei medesimi stupori.
Tra sudore ed entusiasmo lasciamo la nostra fatica sul lungofiume del Moldava (Vtlava), io e lei, la sua mano nella mia, i nostri occhi in quelli di Praga. Lasciamo stanchezza ma prendiamo sacchi di immagini che trasformeremo in appassionanti ricordi da tramandare ai parenti, al ritorno a casa.
Vtlava, fiume che inumidisce le labbra di questa città per renderla perennemente fresca; fiume la cui bellezza difficilmente è immortalabile da una macchinetta fotografica come quella che fedelmente ci segue in questo viaggio;
Seduti su una panca del giardino di Vysehrad guardavamo te e vedevamo l'immenso, e quasi capivamo i sentimenti di Leopardi.
Ma l'immenso che mi assaliva e nel quale soavemente naufragavo, era ibrido. Anch'esso. Vedevo l'infinito di un panorama più grande di me. Sentivo l'infinito di un amore più grande di noi.
Noi che lo coltiviamo.
Lui che coltiva noi.
Praga, 03/08/08
Memo: ho comprato una penna ugualmente inguacchiosa;
è finito il latte. male, per me che vado avanti a cappuccino;
bisogna comprare le pile alla fotocamera, che i ricordi hanno bisogno di prove




