Cincinnato in Wonderland
Africa!!!
- By: Contega
- Il: 07.10.2008 20:15:33
- In: Pensieri liberi
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Lo sapete che il 90 per cento delle persone che sbarcano sulle coste siciliane a bordo delle cosiddette carrette del mare, sono per lo più somali, eritrei, sudanesi?
Somalia, Eritrea, Etiopia(corno d’africa): non vi dicono nulla questi nomi? Dovrebbero, poiché sono state colonie italiane e sono tra i pochissimi posti al mondo dove troverete, ancora oggi, qualcuno che parla l’italiano in maniera accettabile.
Eppure, né l’afflusso massiccio d’uomini e donne da quelle terre e né l’esplosione di un conflitto armato in Somalia, con coinvolgimento degli Stati Uniti, è riuscito a convincere il mondo dei media, della politica istituzionale (con rare eccezioni) e dei cosiddetti “movimenti” ad occuparsi in maniera approfondita, con taglio storico e politico, di ciò che avviene nel Corno d’Africa e, per estensione, anche delle dinamiche che stanno attraversando un continente, come quello africano, tutt’altro che amorfo e passivo, davanti all’incalzare incessante dei modelli di vita e sviluppo (?) imposti, ora come allora, dai soliti noti.
Per molti, compresa buona parte dell’intellighenzia progressista, l’Africa continua ad essere, come lo fu per gli antichi romani: ”Hic sunt leones”. Un mondo ormai condannato, superfluo, che, potrebbe essere cancellato dalla carta geografica, tanto che, per il pianeta, l’equazione di potenza globale rimarrebbe pressoché immutata.
Al limite, un campo d’esercitazione per la (lucrosa) industria della compassione e beneficenza.
L’Africa coincide con i suoi mali (epidemie, AIDS, guerre civili, dittature…), di essa si occupa l’emergenza, la cronaca che, espone i fatti ma non la Storia la quale, invece avrebbe il compito di spiegarli ed inquadrarli: in questo c’e’ il vizio d’origine del colonialismo che, evidentemente non poteva giustificare la tratta degli schiavi e lo stupro di un territorio e delle sue ricchezze se non negando all’africano una civiltà preesistente al suo arrivo, se non negandogli la sua Storia.
I primi esploratori e viaggiatori che si erano inoltrati nella terra dei leoni già nel xvi secolo, senza propositi di sopraffazione, avevano descritto civiltà paragonabili alle loro, con atteggiamento di curiosità ma mai di disprezzo.
Il viaggiatore diverrà colonialista quando, avrà accanto a se, l’antropologo, il religioso ed il capitale: ciò che prima era curiosità, interesse si trasformerà in disprezzo e distruzione.
Il male ed il dolore che s’infliggevano e s’infliggono al continente sono catartici, lo liberano dalle tenebre e dalla brutalità per inserirlo nel consorzio civile, quindi sono mali necessari, utili e, soprattutto, mai abbastanza sufficienti