Radar

Un giorno decisi di spalancare gli occhi, sturarmi le orecchie e incominciare a camminare per vedere ciò che mi circondava. Oggi? Un continuo scrutare usando il... RADAR

Mangeresti in questo ristorante?

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Radar ha visto: 'D'ambra grigia e canfora'

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All'antico mercato del pesce degli ebrei ieri sera in scena l'Esperimento di Quaresima della Fondazione Alda Fendi

Una lunga coda composta è il segno tangibile che quello che si sta per vedere è un evento assai ghiotto che non deve assolutamente essere perso ne tantomeno dimenticato specie se si tratta di qualcosa di assolutamente innovativo che sconfina dal teatro più classico accostandosi a una vera e propria istallazione d’arte animata.
E’ un vero e proprio spettacolo che apre la porta al dialogo tra i popoli e favorisce lo scambio intellettuale, artistico e umano.
L’appuntamento, che da sabato si ripete ogni sera con ingresso libero solo su prenotazione, è in un luogo che molti romani non conoscono e che non sanno nemmeno dell’esistenza di questo Antico Mercato del pesce degli ebrei che per l’occasione ospita l’Esperimento di Quaresima della Fondazione Alda Fendi per la regia di Raffaele Curi dal titolo “D’ambra grigia e canfora”.

Centinaia di persone prendono posto nelle due “tribune” laterali del ventaglio progettato nel quale la prima cosa che colpisce per chi entra è la terra come rivestimento del pavimento , materia povera nella quale fin dall’inizio dello spettacolo incominciano a muoversi i personaggi, la carovana che Curi porta in scena.

Si inizia con i viaggiatori muniti di trolley la cui marcia è scandita dal rumore delle ruote per poi passare alla profezia di Isaia fino ad arrivare al momento clou che in molti aspettavano: la performance canora dei Village People - a rappresentare un’america non bacchettona - con la leggendaria Y.M.C.A.
Molti l’aspettavano e molti sono rimasti delusi: la scarsa qualità vocale si sente e il pubblico ha preferito rimanere ben saldo sulle “confortevoli” panche in gommapiuma. Ma poco male. Per fortuna.

Radar all'evento della Citroen che festeggia con una 'Gold Night' il lancio della nuova C3 Gold by Pinko

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Albertino, Stefano Fontana, The Puppini Sister e uno spettacolo di burlesque hanno animato l'evento


Notte dorata, notte mondana per questo sabato romano. Se per molti l’8 marzo è la giornata dedicata ai festeggiamenti della donna, per altri, e non pochi, circa 2000, è giunto il momento di brindare all’uscita della nuova Citroen C3 Gold by Pinko nell’ormai consueto Spazio Novecento.

E’ stata la nuova autovettura, pensata per un target femminile sempre più al passo con le nuove tendenze e fans dello storico brand Pinko - la testimonial è nientepopodimenoche Naomi Campbell - a farsi bella all’entrata della “Gold Night”, nelle due versioni, nera e bianca, entrambe con maniglie, chevron, specchietti in oro, sedili con pelle trapuntata in un look che fa pensare, storcere la bocca non dando certo la sensazione di passare inosservati.

Se l’auto ha dato nell’occhio – per fortuna non ancora sulle strade - non da meno sono stati i poveri “fortunati” che si sono abbandonati al piacere di essere catapultati in un party poco glorioso, piuttosto piatto, che non ha saputo lasciare un segno indelebile nel sempre più nutrito cartellone mondano romano.
Dove è il brio, lo sfarzo, la goliardia, il momento topico della festa? Nella spaventosa bruttezza della macchina, forse....

Cai Guo-Qiang al Guggenheim di New York per una mostra shock

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C'è una mostra d'arte contemporanea che in questi giorni sta facendo parlare di se a New York e che per chi si dovesse recare nella grande mela non dovrebbe assolutamente perdere. Per la maggior parte dei comuni mortale,il nome di Cai Guo-Qiang non dice molto eppure lui nel 1999 vinse il Leone d'Oro alla Biennale di Venezia.
La personale concepita per il Guggenheim Museum di New York, visitabile fino al 28 maggio, è un qualcosa che sicuramente lascerà senza fiato soprattutto perchè ci si trova di fronte a istallazioni assolutamente originali e allo stesso tempo fuori dalla realtà.

Auto volanti che esplodono, simulate deflagrazioni nucleari, orde di lupi inferociti, edifici che scoppiano, statue in argilla (raffiguranti violenti latifondisti che frustano contadini cinesi) che si autodistruggono.
Tutto questo è «I want to believe.

Cai Guo-Qiang ha già spaccato in due pubblico (entusiasta) e critica (per lo più negativa) con i suoi oltre 80 provocatori lavori che riempiono i sette livelli della leggendaria rotonda firmata da Frank Lloyd Wright.

Servendosi come al solito dell’aiuto di dozzine di assistenti - scultori cinesi, pescatori giapponesi, esperti di calligrafia, scalatori di roccia, chimici e maghi della polvere da sparo – Guo-Qiang ha realizzato una sorta di irresistibile circo visivo che fonde dadaismo, arte povera, neoespressionismo, buddismo zen, arti marziali, confucianesimo, taoismo e persino realismo socialista. Il risultato è un linguaggio concettuale e visivo unico, che utilizza i medium più eterodossi – dalla polvere da sparo agli animali imbalsamati, dalla calligrafia cinese all’argilla, dalla carta di riso ai video – per trasmettere la sua visione, infarcita di critica sociale, di un mondo globalizzato, violento e sempre più in pericolo.

TIGRI E LUPI - E così le finte tigri trafitte da dozzine di frecce appuntite diventano il simbolo dello scontro tra uomo assassino e natura sconfitta. I video con le simulate esplosioni nucleari ripropongono lo spettro di Hiroshima e Nagasaki, mentre le orde di lupi inferociti che si avventano contro muri di plexiglass sono una chiara allegoria del muro di Berlino. Ma l’istallazione forse più drammatica è al centro del museo: Innoportune, Stage One, cioè nove automobili Chevy Metro sospese al soffitto del Guggenheim – alla Calder – e attraversate da dozzine di tubi luminosi che producono l’effetto di un’esplosione proprio al centro dell’atrio (metafora delle autobombe di Al Qaeda).

CONTRADDIZIONI - «Mi piace esplorare le contraddizioni tra violenza e bellezza», ha spiegato durante il vernissage l’artista, che è anche direttore degli effetti speciali e visuali per le cerimonie d’apertura e chiusura dei giochi olimpici di Pechino, il prossimo agosto. Un insolito riconoscimento, da parte del regime comunista cinese, per un artista fuggito dalla Cina negli anni Ottanta perché in patria non gli consentivano di esprimersi liberamente.

Una notte di PLASTICa milanese

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Radar vuole raccontarvi quello che un gruppo di Amici è riuscito a fare per stare sempre sulla scena del fatidico mondo cool, a volte anche allontanandosi dai trambusti tradizionalisti a cui Roma è abituata.

Radar si è spostato a Milano: "tranquilli non per sempre, ma per 1 sola notte".

"Sono le 17,30 di sabato 16 febbraio, quando Radar insieme alla sua dolce metà e a Lulu si sono guardati in faccia e hanno deciso di stravolgere il loro weekend che da troppo tempo è fatto di cene e stravaccamenti sul divano a fumare, bere e guardare il telefilm - del momento , loro - Queer as Folk.

E' giunto il momento di dare un taglio e approffittare della volontà - ci vuole davvero coraggio - di avventurarsi in macchina e raggiungere Milano... o meglio dire il bordello della vita notturna milanese ( almeno di sabato ).

Il viaggio è apparso lungo e impetuoso con Radar intento a scrutare con occhio di lince i numerosi autovelox che abbellivano il tratto di strada tra Firenze e Reggio Emilia insieme alla compagna nebbia che non ha abbandonato per un attimo i tre temerari nemmeno quando la città meneghina è apparsa nel suo grigio più notturno.

Radar ha visto in anteprima 'Into the Wild'

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Ricomincia la stagione del Grande Cinema e come di consueto Radar si è appena apprestato a vedere, in anteprima per la stampa, "Into the Wild" di Sean Penn, già presentato lo scorso ottobre alla Festa di Roma vincendo nella sezione Premiere.

Radar vuoi per pregiudizi e vuoi per antipatia è stato sempre lontano dal regista e dopo essersi rifiutato di vedere il film alla kermesse cinematografica ha deciso di dare una possibilità all'ex marito di Madonna anche perchè lui nel film è dietro la macchina da presa e non compare come attore.

Into the Wild appare come un film piuttosto lungo, 2 ore e 30 minuti interminabili in cui un giovane 22 enne decide di lasciarsi tutto alle spalle e abbandonarsi al piacere di vivere in mezzo alla natura, quella stessa che poi gli andrà contro in modo irreversibile.

Il mondo dei cellulari sta per rivoluzionare i codici a barre

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Leggendo La Repubblica con il suo inserto che proviene direttamente dal New York Times ho trovato una notizia curiosa ma allo stesso tempo degna di una riflessione approfondita per comprendere come il mondo contemporaneo sta viaggiando in fretta in fatto di tecnologia.
Seppure la notizia riguarda principalmente l’Asia che già ha adottato il sistema e pochi altre nazioni che sono in fase di sperimentazione tra cui anche gli Stati Uniti l’italia è ancora estraneo a questo nuovo concetto di nuova multimedialità.
Stiamo parlando ancora una volta di cellulari ma non di semplici aggeggi che chiamano e ricevono ma piuttosto di apparecchi tecnologici in grado di interagire con case, hamburger, pubblicità, giornali, biglietti aerei.
L’idea è alquanto futuristica ma allo stesso tempo molto elementare infatti basterà avvicinare il cellulare a un hamburger di Mc Donald’s e improvvisamente sul display compaiono le informazioni nutrizionali del panino oppure con si può sapere un preventivo di quell’assicurazione di cui si vede la pubblicità sempre e ovunque guadagnando così tempo!

Un esempio di pubblicità... metaforica

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La pubblicità al giorno d'oggi è il mezzo più diffuso e comune che si usa per lanciare sul mercato un marchio o un prodotto - e questo è ovvio e tutti lo sanno - ma ahimè è anche quello più caro - e pure questo si sa.

Ormai la comunicazione spicciola e banale ha stufato - tutti? forse i bigotti no! - e per il presente e il futuro ha l'intenzione di andare oltre... stupire sempre di più è la parola magica.

Quante volte ci è capitato di aver impressa un'immagine, un jingle di un prodotto X anche se non lo compriamo - l'azienda piange e i comunicatori e pubblicitari del pianeta? GODONO! Per quest'ultimi l'imperativo è farlo rimanere nel cervello - un po' bacato - dell'essere umano.

L'amore di Google per i suoi dipendenti

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Il lavoro: mezzo di sostentamento per andare avanti.

"Bella rogna" direte voi, specie se non vi realizza o se lavorate in un posto dove regnano i musoni.

L'italia si sa che è così, l'innovazione in campo lavorativo manca e siamo lontani anni luce da quella che si potrebbe chiamare l'America. E si il vecchio continente con New York ha da vantarsi basta pensare a Google, perchè?

Radar alla prima di 'Oradaria'

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L'altra sera Radar era al Piccolo Eliseo Patron Griffi alla prima dello spettacolo "Oradaria" in cui recita l'ormai ex deputato Vladimir Luxuria.

Personaggio più volte contestato del panorama gblt italiano, l'ex art director di Muccassassina, appare sul palco nelle vesti di un carcerato, Angelo, che non accettandosi più nella sua sessualità originaria si fa chiamare Daria sperando che la sua nuova vita possa farla rinascere scrollandosi di dosso anche quell'accusa di violenza carnale e abuso sessuale nei confronti di un 13enne.

post precedenti

Nome:
dodo
Età:
32 anni
Dove mi trovo:
Roma

The jumpers are back -...
25/11/2009, Australia

I 4 giromani che hanno vinto il concorso "The Big Jump" sono tornati.