- L A O S -
Il campo e' finito e la mia seconda avventura in Asia e' targata LAOS.
Io e Andrew, conosciuto al campo di lavoro (metto subito le cose in chiaro a tutti i pettegoli del blog: io e Andrew, siamo solo amici dal campo di lavoro e ora "travel mate"!!), stiamo affrontando questa avventura insieme e ci dimezziamo le spese del viaggio. Lui e' un bravo chitarrista inglese che sta facendo il giro del mondo per un anno, dopo l'Asia, la sua prossima destinazione sara' Oceania. Abbiamo attraversato il confine thailandese con una barca e dormito una notte a Houay Xay, prima cittadina oltre il confine. La mattina successiva, una "pseudo zattera", lenta quasi quanto un motorino, ci sta portando a Louang Prabang lungo il mitico fiume Mekong.
Il fiume Mekong e' di color marrone, colore probabilmente dato dal suo letto fangoso. I bordi del fiume sono sabbia e molto spesso, nel suo avanzare lento, si possono osservare i laotiani che fanno allegramente il bagno e che al passare delle imbarcazioni non perdono l'occasione per salutare e fare ampi sorrisi. Sono molto cordiali e genuini, molto piu' dei thailandesi. Ogni tanto in corrispondenza delle persone, s'intravedono dei piccoli villaggi abbarbicati lungo i lati scoscesi del fiume. Le casette sono in legno e strutturate come quelle dei villaggi in cui sono stata ora in Thailandia.
Il pernottamento del nostro primo giorno di viaggio, l'abbiamo avuto in un villaggio lungo la costa chiamato Pak Beng. Un villaggio che ogni notte quadruplica i suoi abitanti a causa dei turisti viaggiatori lungo il fiume che si dirigono in entrambe le direzioni. L'impatto nel vedere Pak Beng e' quello di giungere in un posto "finto", costruito esclusivamente per i turisti, con tutti i suoi alberghi, guest houses e ristoranti. L'elettricita' funziona dalle 18 alle 22, dopodicche' il villggio si "spegne" concedendosi definitivamente alla notte.
Il giorno successivo siamo ripartiti lentamente. Ondeggiare letteralmente lungo il fiume e' un ondeggiare fuori dal mondo (il cellulare per fortuna non prende) e in un altro mondo. Un mondo fatto di sola natura e belle persone. Le mie interminabili ore sullo zatterone, seduta in micro sedili di legno con i giubbotti di salvataggio che facevano volume sulla schiena e quindi occupavano ulteriore spazio (!!), le ho passate principalmente osservando il paesaggio, scattando qualche foto alla ricerca di un particolare, leggendo e aggiornando il mio diario. La musica mi accompagnava col mio i-pod solo quando non ascoltavo lo scorrere della zattera lungo il fiume, o il fruscio del vento sugli alberi. Ogni tanto l'imbarcazione si ferma al lato del fiume e vengono imbarcate persone o sbarcate merci. La cosa triste e' stato vedere in alcuni posti in cui ci siamo fermati bambini che salivamo sulla barca per venderci bibite, patatine o sari con i loro genitori nascosti dietro le roccie rimasti a guardarli. E la cosa ancora piu' triste, vedere i turisti (anche i "backpackers") fotografarli come se fossero delle scimmie dello zoo! Avrei voluto urlare se avessero avuto un minimo di dignita' in nome dei luoghi in cui venivano, che si suppongono essere piu' evoluti a livello di conoscenze sociali ed intellettuali!
Alle 18 del secondo giorno di viaggio, finalmente si affacciava Louang Prabang ai nostri occhi. La mia prima impressione nel vedere la seconda citta' piu' grande del Laos, e' quella di un posto in Asia "diverso", sia a livello di architettura che energia. E la nostra avventura del Laos cosi' continua da qui...
(Phonsavan, 22 march 2008)
SONIA LOVES ASIA
Sono una viaggiatrice nel DNA da quando ne ho preso coscienza, viaggio da anni, viaggio per lavoro, per passione...in giro per il mondo e dentro di me...
Chapter 8: PENSIERI E PAROLE
- By: sonjam
- Il: 02/06/2008 23:49:22
- In: Sulla strada
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- Tags: indochina experience 2008, laos
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Indochina Experience 2008 by SO
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