La prima domanda è d’obbligo. Quali sono le immagini che vi sono rimaste più impresse del vostro viaggio?
Indimenticabili fotogrammi dei giorni passati a testa ingiù rimarranno per sempre nel nostro cuore e sicuramente ognuno di noi potrebbe descrivere un particolare momento vissuto con maggior trasporto, ma su alcune immagini ci troviamo tutti d’accordo:
- le luci di una Sydney che va a dormire;
- gli schiamazzi dei gabbiani sulle ventose scogliere ed i goffi pinguini che risalgono la spiaggia di Phillip Island;
- lo skyline di Melbourne visto dal 55° piano della Rialto Tower;
- l'imponenza dei “Twelve Apostles” nella piena e calda luce del pomeriggio;
- le polverose città fantasma del bush;
- salire con la “testa tra le nuvole” per scoprire che la catena dei Flinders Ranges somiglia alla schiena di un grosso drago addormentato;
- aspettare le stelle cadenti e riconoscere un cielo diverso dal nostro;
- volare sopra lo sterminato Red Centre;
- aperitivare contemplando i caleidoscopici colori di Uluru al tramonto;
- vedere il sole sorgere oltre Kings Canyon;
- l'ultimo saluto all'Australia dall'oblò dell'aereo.
Italia-Australia. Quali sono le differenze che avete notato maggiormente?
La prima cosa che colpisce lo sguardo uscendo dalle città è la distanza della linea dell'orizzonte con la reale sensazione che l'occhio possa spingersi molto più lontano di quanto sia abituato a fare; idea che è poi effettivamente confermata dalle immense distanze che ci si trova a percorrere.
Nelle città, esattamente come qui in Italia, la vita sembra frenetica, ma basta rivolgere una domanda ad un passante per vedere il suo viso aprirsi in un sorriso dimostrandoti tutta la disponibilità di cui è capace.
Da turisti ci si trova inevitabilmente a constatare che le maggiori attrazioni di questo nuovo continente non sono di carattere storico o artistico, ma offerte spontaneamente dalla natura e da secoli di isolamento culturale. Possiamo comunque dire che le “carenze” culturali sono ampiamente colmate dall'unicità e dalla molteplicità di questi spazi.
In Australia anche il mare viene vissuto in un modo per noi insolito: abituati come siamo a vivere la spiaggia e l'acqua in assoluta libertà, ci sembra quasi traumatica l'idea di poter, per esempio, fare il bagno solo in posti protetti da speciali barriere per gli squali, o di dover navigare lunghe distanze di mare aperto tra un porto e l'altro.
Anche nella quotidianità ci si imbatte in differenze che fanno sorridere: l'acqua che scende in senso opposto nello scarico del lavandino, vedere canguri, wollabies, wombat, koala, dingo ed emú con estrema facilità e frequenza (e qualcuno direbbe “tanto vivi quanto morti!”).
Persino orientarsi con sole e stelle può creare confusione!
Avete la possibilità di cambiare il mondo. Cosa portereste dell’Australia in Italia? E cosa invece del Belpaese nella terra dei canguri?
Da veri Jumpers ci piace pensare che lasceremmo tutto esattamente dove si trova per non perdere mai il gusto del viaggio come scoperta.
Qual è l’aneddoto più curioso che vi è capitato durante queste due settimane on the road?
Essere fermati dalla polizia e prendere una multa per eccesso di velocità in pieno deserto crediamo sia abbastanza paradossale, ma in realtà è successo e quando lo raccontiamo, spesso abbiamo l'impressione di raccontare una barzelletta.
Se doveste essere i nuovi testimonial per promuovere l’Australia ai giovani italiani, cosa vi sentireste di dire?
Un viaggio del genere è un sogno che si realizza, l'opportunità di essere davvero dall'altro capo del mondo, di essere cosí lontani che piu' lontani non si puó, di essere sottosopra, in una stagione diversa da quella di casa, di godere dell'immensità di grandissimi spazi aperti e di metropoli ultranuove e moderne, di confrontarsi con realtà culturali completamente diverse: l'Australia è un Paese gggiovane per i gggiovani.
(Quindi da un viaggio del genere si torna si un po' meno gggiovani.)
Poi, oltre all'immaginario collettivo che vede l'Australia solo come meta turistica, vorremmo mettere l'accento sul fatto che questo Paese offre molteplici possibilità di lavoro, distribuite su tutto il territorio, per tutti quei giovani che vorrebbero non solo visitarla, ma anche viverla come veri e propri cittadini.
Tourism Australia è alla ricerca del nuovo payoff da associare al brand Australia. Le vostre proposte?
“No worries!!” che è assolutamente la frase che più ci si sente rivolgere quale augurio in conclusione di un scambio di battute con la popolazione locale ma che, oltre ad un modo di dire o un semplice intercalare, sembra davvero rispecchiare una filosofia di vita da queste parti, dove tutti salutano con un bel sorriso e sembrano conoscere il segreto per godersi la vita.
CTS vuole realizzare il decalogo delle cose da fare o non fare durante un viaggio in Australia. A voi la parola.
DA FARE:
- guardare prima a destra quando si attraversa la strada;
- andare a pranzare al mercato del pesce a Sydney;
- coprirsi tantissimo per assistere alla spettacolare Penguin Parade a Phillip Island
- concedersi un tour aereo su Flinders Ranges;
- assaggiare gli scones, la meat pie, la torta Pavlova e per i non vegetariani, tutti i tipi di animali commestibili (canguro, emù, dromedario, coccodrillo...);
- comprare un cappello di pelle di canguro (il tipico copricapo degli uomini del bush) per il gusto di cedere allo shopping e per provare ad immedesimarsi nello stile down under;
- noleggiare un fuoristrada accessoriato di “paracanguri” sarebbe il modo più sicuro per viverla “on the road”.
DA NON FARE:
- bere il caffè a colazione con l'idea di trovare qualcosa di neppure vagamente simile al peggior caffè che si possa assaggiare in Italia; consigliamo piuttosto un tipico luuuungo cappuccino o, ancor meglio, un mokaccino;
- assaggiare il Vegemite – terribile;
- dare da mangiare ai dingo;
- fotografare gli aborigeni;
- dire la parola “scoglione” per descrivere un grosso scoglio davanti ad una guida che non parla perfettamente italiano; vi assicuriamo che darebbe il via ad una infinita catena di malintesi;
- vergognarsi di coprirsi il capo con la retina antimosche nella zona del deserto; lì gli insetti sono proprio molesti ed incalzanti.
Domani potete ripartire per l’Australia. Cosa non dovrebbe mancare nella valigia, alla luce dell’esperienza già vissuta?
Non dovrebbe assolutamente mancare:
- crema protettiva, copricapo e occhiali scuri perché il sole è particolarmente forte e pericoloso persino ad inizio primavera;
- il classico abbigliamento a cipolla e tutto ciò che in Italia non si avrebbe il coraggio di indossare perché troppo eccentrico o vistoso; in realtà in alcuni posti, soprattutto a Melbourne, potreste lanciare una nuova moda o semplicemente sentirvi a vostro agio;
- la voglia di spostarsi continuamente perchè di un Paese così vasto e vario si vorrebbe/dovrebbe veramente vedere tutto;
- scarpe comode e infradito;
- una guida.
In realtà consiglieremmo di non portare troppo peso e volume perché potreste avere bisogno di spazio disponibile per ciò che sicuramente avrete voglia di acquistare là!
Il personaggio più curioso che avete incontrato durante il viaggio. Un breve identikit.
E’ paradossalmente vero che personaggi bizzarri sono disseminati lungo la strada di ogni viaggio; il nostro era Little John o “uomo matrioska”, enorme-ma-talmente-enorme che dentro il suo stomaco ci saremmo stati tutti e quattro. E nemmeno tanto stretti. Beh, è stato lui, taciturno ed inquietante ragazzone con gamba ingessata, a darci il benvenuto all’aeroporto di Alice Springs e a condurci in albergo con un’automobile eccessivamente piccola per lui. Avrebbe voluto mangiarci tutti, ne siamo certi.
Scherzi a parte, parlando di personaggi curiosi non possiamo omettere di citare Melbourne dove l'originalità è la regola: in una metropoli in cui le 4 stagioni possono susseguirsi nell'arco di una sola giornata, non ci si deve sorprendere di incontrare, nella migliore delle ipotesi, gente che abbina infradito e cappotto.
Cosa avete trovato, una volta giunti a destinazione, che ha cambiato il vostro immaginario sull’Australia?
Se il nostro immaginario sull’Australia è cambiato in qualcosa è solo perché ne siamo stati rapiti come nemmeno avremmo sperato nelle nostre più rosee aspettative. Forse l’unica nota dolente è stata percepire la condizione delle comunità aborigene, problematico argomento che ancora oggi suscita controversi punti di vista.
Sapori, colori, profumi. Quali sono quelli che sono rimasti sulla pelle?
Il profumo dell'Australia è quello dell'Eucalipto, onnipresente nella sua grande varietà di specie, sempre a portata di mano per sprigionare il suo aroma quando sfregato tra le dita.
… e tutto il respiro che la natura offre, il sapore di mare fresco e nuovo dell'oceano, quello dei prati sconfinati e quello di polvere degli sterrati, il calore e la cordialità della gente, l'ottimo cibo, l'odore del barbecue e l'atmosfera dei pub tipici... per tornare sempre “on the road” al caro buon vecchio Arbre Magique della macchina.
Cosa non è l’Australia?
Cosa l’Australia non è?! Non è ben poche cose. Sarebbe più semplice affermare che “è”. E’ una scatola magica che nasconde un numero infinito di sorprese tutte diverse. A noi ha regalato una natura mozzafiato, edifici avveniristici, bizzarri animali, una popolazione aperta e cortese, lunghe strade da percorrere verso mete, e attraverso paesaggi, che fanno spalancare occhi e cuore. Ecco, di sicuro l’Australia non è il posto ideale per chi non è curioso di scoprire!
Questo viaggio ha cambiato in qualche modo la vostra visione del mondo e dell’idea di viaggio? In che modo?
Realizzare di essere in Australia, così lontani da casa, fa pensare “in fondo non è così impossibile”, che il mondo non è poi così grande, che l’altra parte del pianeta non è irraggiungibile. E’ un’idea che inizialmente ci ha fatto tremare le gambe, ma che poi ci ha resi forti, curiosi ed intraprendenti facendoci capire che le distanze si possono colmare e che gli orizzonti sono fatti per essere rincorsi e vissuti. Viaggiare e ancora viaggiare perché è un’occasione troppo grande per essere persa.
E’ il momento del gusto. Provate a descrivere il piatto australiano che ha maggiormente soddisfatto le vostre papille gustative.
Ostriche!! Che messo così sembrerebbe un'imprecazione. In realtà sulla costa il pesce è talmente fresco da invogliare a mangiarlo anche crudo ed è realmente complicato trovare delle valide alternative per chi, come Ponga, non è amante del seafood.
Andando verso l'interno, tuttavia, sono i “meat dishes” a dominare le tavole: vi possiamo consigliare di ordinare la salsa a parte in modo da poter gustare l’effettivo sapore di queste carni per noi così insolite, mantenendo comunque lo stile tipicamente aussie che prevede l’aggiunta di abbondanti salsine agrodolci o piccanti che stuzzicano il palato.
Un momento di dolcezza. Cosa avete adorato dei vostri compagni di viaggio?
Bucci: Ho adorato la loro compagnia nella totalità dell’esperienza; lavorando a stretto contatto, la convivenza era già stata ampiamente sperimentata, ma col passare dei giorni si sono rafforzati legami che solo durante un viaggio percorso insieme sono possibili. Sono geniali, atipici e strampalati: i migliori compagni di viaggio che potessi sperare.
Ponga: Quando si viaggia si manifestano lati del proprio carattere e della propria personalità che non si conoscevano perché si è sottoposti ad un infinità di stimoli enormemente diversi da quelli che normalmente abbiamo nel nostro ambiente. Così, partendo con dei “compagni di lavoro” divertenti ed affiatati, ho scoperto, lungo il percorso, dei “compagni di viaggio” curiosi e attenti ad ogni piccolo dettaglio, instancabili, disposti ad alzarsi prestissimo e ad andare a dormire tardi per godersi appieno ogni giornata: dei veri viaggiatori!
Ancorato: di Sabrina e Sonia ho apprezzato il fatto che essendo piccole occupavano poco spazio in macchina, inoltre erano leggere e quindi la macchina risultava più efficiente, ecologica e parca nei consumi. Inoltre vedere per la prima volta i propri amici e colleghi come compagni di viaggio è un'esperienza bellissima, si impara ad apprezzarsi meglio a vicenda, si colgono lati prima nascosti di ognuno di noi e si torna tutti più uniti e affiatati, allegri e spensierati, come le più belle compagnie.
Jacomons: E' stato bello scoprirsi amici in così poco tempo, prima di allora non avevo avuto modo di conoscere bene le colleghe di mio fratello, ciononostante mi sono sempre trovato a mio agio durante tutto il viaggio e non mi sono mai sentito fuori posto.
tutti: Anche Eddy, la guida che ci ha accompagnato per la maggior parte del tempo è stato un ottimo compagno di viaggio, dobbiamo ringraziare lui se ci siamo sentiti un po' "australiani" anche noi.
E adesso siate cattivi. Una cosa che non avete sopportato per niente di ognuno dei vostri compagni d’avventura.
Bucci: Ancorato e Jacomons hanno mangiato troppo con inevitabili conseguenti russate notturne.
Ponga: Concordo con quanto sopra, a cui aggiungo le russate durante gli spostamenti in auto!
Ancorato: Bucci e Ponga hanno mangiato troppo poco, accorciando inevitabilmente le pause ai ristoranti.
Jacomons: Con Ancorato ormai ci conosciamo da tempo e abbiamo imparato a sopportarci, Bucci e Ponga invece non volevano mai mangiare, ci sgridavano perchè mangiavamo troppo e hanno smesso di lamentarsi del freddo solo nel deserto a 38°, costringendoci a fare la sauna in automobile per tutto il resto del viaggio.
Un omaggio alla natura australiana in versi. Sbizzarritevi.
E’ stato tutto un sogno o eravamo ben desti
vagando per deserti infiniti e rovesciate volte celesti?
Nelle menti l’avventura e nei cuori la magia
come attori di un film dalla fantastica regia.
Abbiam viaggiato, sorriso, scoperto e assaporato
facendo i bambini in questo parco giochi sconfinato.
Sei tu, Australia, un ventaglio di colori,
oceano blu, prati in fiore e ancora mille e più tesori,
tramonti e stelle, metropoli, colossali monoliti
e bizzarri animali che ci han lasciato ammutoliti.
Chiudiamo gli occhi e tu sei lì davanti a noi..
torneremo da te per sentirci ancora quattro piccoli eroi.
Le interviste serie terminano con la solita domanda. Progetti per il futuro? Per voi la domanda è: viaggi per il futuro?
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