Allora??? Da dove vogliamo iniziare???
Ehh dall’inizio, o meglio dall’arrivo….
Adesso, io non voglio essere polemica per carità, però quando è giusto è giusto! Se doveste andare ad Honolulu, ricordatevi che per ritirare i bagagli dovete camminare un sacchissimo, e se arrivate dall’Italia come me, quindi dopo 25 ore in giro per aeroporti, allora armatevi di santa pazienza e cercate di scovare le ultime riserve di energie che vi restano, perché c’è davvero tanto da camminare.
Comunque… arrivata ai bagagli li ho ritirati, e c’erano tutti… che bello!!! E subito dopo mi sono girata e li ho visti!!! Ahhh che soddisfazione, belli come il sole, un po’ ansiosi e agitati come me di conoscerci: i miei nuovi coinquilini per tre mesi Michael e Tatiana!! Mi hanno accolto come di tradizione con due ghirlande (LEI) che mi hanno inebriato tutta la notte in camera. Ho fatto dei sogni bellissimi!
Fatta conoscenza siamo andati con la macchina a casa. Fichissima, piccolina ma fatta bene, piena zeppa di tavole tanto da sembrare un negozio di surf. Subito dopo siamo andati a fare un po’ di spesa e poi a mangiare in un ristorantino Thailandese davvero ottimo. Durante la cena ovviamente il mio cervello ha cominciato a dare segni di cedimento e subito dopo il rientro a casa sono crollata a dormire, ma tanto erano circa le 23 quindi ci stava ad ogni modo!
La mattina mi sono svegliata alle 6, molto presto visti i miei canoni, e non per il jetleg o per il sole o per la gran voglia di fare… no… ma per dei bellissimi uccellini tutti colorati che ho capito mi sveglieranno da qui al mio ultimo giorno in quest’isola! Insomma questi cosmo pavoni, si metteno di buzzo buono davanti alla mia finestra e tutti insieme fanno le prove per il coro del cenone del prossimo capodanno… ma a tutto c’è un rimedio e la sorte tanto ti da, caro uccellino, tanto te leva, e se loro cantano cantano cantano io fortunatamente mi trovo in uno stato dove puoi procurarti un fucile a canne mozze persino dar giornalaro quindi… prima che parto, mooolto prima, siete invitati ad un vero barbecue stile USA.
Vabbè… una volta svegliata ho disfatto le valigie, sbrigato un paio di cosette e poi me ne sono andata con Michael a Waikìki. Lui è andato a lavoro in un pub fichissimo dove trovi una varietà di birre alla spina che da noi ti sogni!! Io invece mi sono gettata nella parata di San Patrizio lungo le strade affollate di Honolulu.
Allora… il primo impatto: la parata di san patrizio!!! Ho pensato: “cazzo tutta sta strada pe sentì un gruppetto de zampognari che non fanno altro che seguirmi e coprire il suono del mare??” ehhh lo fanno, lo fanno!!!
Scherzi a parte, incredibile la gioia e la tranquillità di questa gente! Finalmente ho scovato un posto dove la gente non pensa che sia strana perché sorrido sempre.. qui la gente se non sorridi ti ferma per strada e ti chiede se possono aiutarti o se ti è capitato qualcosa di brutto… insomma… poche parole… meraviglioso, davvero,… l’isola della felicità!
E così mi sono ritrovata a Waikiki un martedì mattina di marzo, il 17 appunto, in giro con il mio inseparabile zainone a girovagare per le strade di questo favoloso quartiere.
Immaginate che sia tipo via del corso e via condotti a Roma, solo che c’è molta meno gente, vanno tutti in ciavatte, sorrido tutti e l’andatura è rallentata… perfetto.
Dalle strade centrali se ci si sposta un’isolato più in là si arriva al mare.
Adesso io pensavo che il bello di viaggiare da soli fosse che se non hai voglia di parlare, comunicare o simili con qualcuno ti puoi fare riccamente i cazzi tuoi.. qui è impossibile!
Le persone sono così cordiali che prima ti sorridono e poi ti parlano direttamente, chiedendoti da quale ISOLA arrivi, che fai nella vita ecc… molti mi scambiano per argentina o brasiliana, ma non per le ragioni becere a cui siete arrivati, ma solo perché gli Italiani, strano ma vero, qui nessuno li ha mai visti!!! E allora attaccano con una sorta di canzoncina cantilena in do maggiore che imparano a scuola che fa tipo:
Maccheroni, pasta, pizza, buonasera arrivederci
Peperoni, la chitarra, canneloni, la lasagna e cappuccino!
E così all’infinito, nel senso che: li saluti , te ne vai e senti dietro le tue spalle l’eco di questa cazzo di canzoncina… vabbè… se si divertono!!
Comunque è vero, adesso mentre scrivo sono passati già 5 giorni dal mio sbarco e d’italiani nessuna traccia; nessuno ne ha mai visto uno e io ovviamente sono diventata un po’ un pezzo più unico che raro… ehh so’ soddisfazioni…!!!!
Dicevo il mare…
La spiaggia, cari amici, non è fatta di sabbia come da noi, uguale a quella che usano anche i muratori per fare i palazzi e che se tira vento sei certo che dopo devi cominciare a cercare l’ospedale migliore dove ti hanno detto che lì le cataratte le tolgono ad occhi chiusi!!!! Bahhh…c’è da fidarsi??? Ahahahh..
Noooooooooo la sabbia qui… è fatta da miliardi di micro frammenti di conchiglie, che non la fanno bruciare quando ci passeggi e che non farà parte del tuo cavo orale per il resto dei tuoi giorni quando fai surf e ci rimani con la faccia sepolto…
Insomma passeggiata per Waikiki beach..tutto splendido, il mare bellissimo, immenso, i ragazzi turisti americani che vanno lì per rimorchiare ragazze americane e giocano a beach volley, gli anziani stanno tutti sotto il patio a prendere il fresco, le ragazze americane sculettano davanti quelli che giocano a beach, e tutti gli altri…. fanno Surf! Dai 3 agli 80 anni la gente qui fa Surf…
Il SURF è lo sport nazionale, quindi è come per noi sentire i ragazzini sotto al cortile giocare a pallone!! Dopo un po’ diventa normale anche per me vedere chiunque in giro con una tavola da surf in mano, a piedi, legata alla bici o allo scooter, in macchina, sulla machina, appoggiata dietro nel van… dappertutto e da quando sono qui ho visitato già 4/5 case di amici di amici e in tutte c’erano un minimo di 4 tavole… e questo perché dipende dal tempo! Una tavola te la devi sempre portare dietro! Solo che quando ero piccola io si diceva che un giacchetto te lo devi sempre portare dietro o al limite un ombrello!! Qui è la tavola…. Che figataaaaaa!!!!!
Dopo aver passeggiato per la spiaggia, ho mangiato del cibo giapponese comprato in un negozietto che vendeva di tutto, dove ho preso delle cartoline che forse non scriverò mai!!
P.s.: Mamma le ho comprate… ma mi sa che come al mio solito te le riporto a mano con il francobollo attaccato!
E poi… dato che comunque se vedi in giro tutti che festeggiano il santo protettore della birra… per rispetto un goccetto te lo devi fare per forza… allora sono andata nel club di Michael e mi sono sparata 3 pinte per un totale di… non mi ricordo… ho lo scontrino da qualche parte ma adesso ho il culo pesante e non m i va di cercarlo; cmq niente di pazzesco, anzi piuttosto economico visti i prezzi di certi locali a Roma!
Dopo di che dato che subito dei turisti americani, vista una ragazza sola al bancone di un club chissà che film si sono fatti, hanno cominciato a rompere il cazzo, ho pagato e sono uscita e poco lontano ho visto uno spettacolo di aborigeni australiani che hanno illustrato tutta la storia, ma tutta…., del deserto australiano, suonando, cantando e ballando! Saranno state le tre birre, ma dopo un po’ non ne potevo più! La stessa cosa me la fa la pizzica o taranta… all’inizio è piacevole! ti riporta ad antiche tradizioni, emozioni ataviche… dopo una mezzoretta se non ti fai prendere e sei invasato, o vai alla ricerca di una tarantola viva e ti fai mordere così te movi un po’ e diventi il Tony Manero della capitanata o cerchi un pezzo de ferro per tagliarti le vene!! E per evitare così entrambe le esagerate conclusioni mi sono fatta un’altra passeggiatina aspettando Micheal e poi ce ne siamo tornati belli belli a casa!
Alla prossima^^
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